ANALISI DELLA DOMANDA

L' ANALISI DELLA DOMANDA

Per analisi della domanda s’intende l’esplorazione delle simbolizzazioni affettive, agite da chi pone una domanda d’intervento al fine di uno sviluppo della persona, così come di una struttura organizzativa (R.Carli, 1981).

Domanda e non esigenza o bisogno

in quanto non rinvio a situazioni di assenza o carenza.

 

D’altra parte il “bisogno” per sua natura richiede di essere riconosciuto come tale, constatato, padroneggiato, soddisfatto.

La domanda è primariamente ricorso all’”altro” in quanto tale: «[...]individuazione di ciò che le persone esplicitamente o implicitamente chiedono e l’indiretta valorizzazione della dimensione soggettiva all’interno del rapporto individuo- organizzazione» (F. Avallone, “La Formazione Psicosociale”, NIS, Roma ,1989).

Il modello dell’analisi della domanda (Carli e Paniccia, 2003) che esplora il costrutto di “cultura locale” si basa su letture fondate su modelli psicodinamici e della relazione fra individuo e contesto. 

La teoria si basa sulla teorizzazione di inconscio di Matte Blanco (1981) che ha riassunto le caratteristiche dell’inconscio nelle due dimensioni di “generalizzazione” e di “simmetria”. 

 

 

 

Il modo di essere inconscio della mente ha, per così dire,

bisogno del contesto, della relazione percettiva e

quindi sociale con il contesto, per imbrigliare la mente

entro differenze ed eterogenicità

(differenze prodotte, ricorda Matte Blanco,

non riconosciute perché esistenti “fuori”) che consentono

il pensiero e l’azione finalizzata,

coerente con gli obiettivi possibili per chi pensa.”

(Carli e Paniccia, 2002, pag. 20).

Ogni nostro intervento ha inizio con l’analisi della domanda.

Le strutture bi-logiche di Matte Blanco, sono quei processi mentali dove in vario modo si intrecciano tra di loro la logica classica e quella simmetrica, quest’ultima propria del modo di essere inconscio della mente. L’emozione, afferma l’autore

“in quanto espressa nel pensiero-sentimento,

è usualmente un insieme di strutture bi-logiche.

Le strutture bi-logiche, sono molto diffuse.

Esse si osservano nei vari modi di concepire e di

vivere tutti gli aspetti della vita umana, in religione,

in arte, in politica e anche nella scienza,

nelle differenze di opinioni tra psicoanalisti ed

in ogni altro aspetto della vita”

(Matte Blanco,1981)

Per Blanco non si può dire che i processi del sistema inconscio avvengano senza obbedire ad alcuna legge logica, difatti in tal caso ci troveremmo di fronte al caos e se vi fosse il caos, non ci sarebbe nulla di prevedibile né quanto descritto da Freud.

A parere di Blanco,

“ci devono essere delle leggi implicite, dei principi logici diversi

da quelli che regolano il pensiero scientifico.

E proseguendo con tale argomentazione,

giunge alla conclusione che se esistono leggi del

sistema inconscio e se esse non si uniformano

al principio della logica scientifica,

devono uniformarsi a qualche sistema logico che,

per qualche verso almeno, si diversifica dalla logica scientifica.

Le leggi del sistema inconscio sarebbero così la

conseguenza di principi di questo sistema logico [...]

non possiamo perciò sfuggire alla conclusione che

siamo confrontati con qualcosa che può essere contenuto

soltanto in un sistema governato simultaneamente

da due tipi di regole [...]

un sistema bi-logico o semplicemente una bi-logica [...]

un sistema bi-logico è un sistema formato da due sistemi logici”. 

La proposta è da collocare all’interno della prima topica (per Blanco “approccio logico” dopo quello “energetico” e prima di quello “topografico”) di Freud (1912), ove a parere di Carli e Paniccia (2003) Freud aveva dato la chiave di lettura dell’emozione, ipotizzando un funzionamento della mente emozionato o inconscio, ma non nel senso di “non cosciente” perché rimosso.

Nella prima topica, inconscio equivale a “non pensabile” non traducibile all’interno dei parametri che caratterizzano la mente dividente ed eterogenica del pensiero scientifico (Carli, Paniccia, 2003).

Nella relazione tra individuo e mondo esterno,

        “[...] gli “oggetti” del mondo esterno vengono trasformati emozionalmente;

e così, ogni aspetto del reale assume una valenza emozionale

di intensità infinita.

Di qui la simbolizzazione emozionale, che trasforma ogni aspetto

della realtà entro dimensioni emozionalmente rilevanti,

popolando la realtà di oggetti a significato emozionale,

ad esempio del tipo amico- nemico”

(Carli, in Trentini e Togni, 2008)

 

In tale teoria (della tecnica), il termine “domanda” non equivale semplicemente a ciò che il cliente chiede allo psicologo e “analisi della domanda” non corrisponde semplicemente alla comprensione di ciò che allo psicologo viene chiesto, ma di ciò che dal cliente viene “agito”, messo cioè in atto, attraverso la domanda di aiuto.

Dunque, per ‘analisi della domanda’ si intende l’esplorazione delle simbolizzazioni affettive agite da chi pone una domanda di intervento allo psicologo.

La domanda di aiuto trasmette qualcosa che ha a che fare con le emozioni “vissuto che risulta dalla simbolizzazione affettiva degli oggetti nel contesto” ove “la simbolizzazione affettiva del contesto da parte di chi a quel contesto partecipa” è detta collusione, ovvero

“un processo di socializzazione delle emozioni,

che proviene dalla condivisione emozionale

di situazioni contestuali[...]” . 

 

E’ di fondamentale importanza che lo psicologo non risponda alla lettera alla domanda di aiuto, cioè non colluda con essa, ma che ne colga la dinamica emozionale.

Questo modello prende in considerazione le emozioni e le esperienze emotive.

E' importante ricordare che il lavoro con le emozioni può essere affrontato con diverse centrature, a seconda dell’enfasi data agli aspetti cognitivi dell’esperienza emotiva, piuttosto che quelli più pulsionali, o quelli simbolici dei segnali con cui l’emozione si esprime fisicamente o di relazione con il contesto (Carli e Paniccia, 2003 ).

 

In tale approccio, l’individuo costruisce i contesti mediante

la relazione e la simbolizzazione emozionata

e ne è a sua volta, costruito:

la sua storia si organizza in funzione della posizione

che egli assume, di volta in volta,

entro i diversi contesti di riferimento.

"[...] L’analisi della domanda è una teoria della tecnica che,

all’interno di una prospettiva psicologico-clinica, si propone

quale modello dell’intervento nell’ambito delle relazioni sociali e,

più specificamente, quale modello dell’intervento volto alla promozione

di sviluppo entro la relazione tra l’individuo e i contesti ai quali

l’individuo partecipa, attraverso la rimodulazione del rapporto tra

simbolizzazioni collusive e domanda di realtà emergente in chi pone la richiesta d’intervento".

 

(Carli & Paniccia, 2003). 

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per scacciare il freddo, in modo da non avere mai altri pensieri e non lasciarci turbare dai pensieri altrui,
potrebbe essere molto confortevole ma non concede spazio allo sviluppo delle idee’’.
(W.Bion)

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